Necropoli di Tarquinia

La Necropoli  di Monterozzi, la più importante di Tarquinia e di tutta l’antica Etruria, sorge sull’ominimo colle, a circa un chilometro dalla città di Tarquinia.

Dal 2004 la Necropoli di Tarquinia, insieme a quella di Cerveteri, è stata riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Si estende per circa 5 chilometri ed ospita più o meno 6000 tombe, 62 delle quali dipinte, il più grande numero mai riscontrato fino a questo momento. Oltre che per il loro grande numero, queste tombe dipinte rappresentano una preziosissima testimonianza della pittura etrusca e sono a tutti gli effetti la testimonianza più importante mai esistita sulla vita e le consuetudini del popolo degli Etruschi.

La necropoli ospita numerose tipologie di tombe ma le principali sono sicuramente quelle a camera – ve ne sono con o senza tumulo -. Queste tombe sono tra le più importanti anche per la ricchezza di corredi funebri che vi sono stati rinvenuti durante gli scavi archeologici. Le tombe sono, per la maggior parte, scavate direttamente nella roccia e sono accessibili per mezzo di alcuni scalini, la procedura di sepoltura infatti prevedeva che poi queste tombe fossero ricoperte e sigillate, per questo dovevano essere parzialmente interrate.

Le scene raffigurate negli affreschi all’interno delle tombe riguardano la vita quotidiana degli Etruschi : uomini a cavallo, pescatori, scene familiari, tuffi dalle rocce nelle calme acque di qualche laghetto. Molti animali : leoni, leopardi, delfini, ed anche esseri fantastici : serpenti con teste di cavallo, mostri, chimere, uomini con le ali. Ma anche raffigurazioni di soggetti naturali e motivi geometrici.

Fra i sepolcri più belli da vedere :

 

  • del Guerriero : risalente al 520 a.C. è una tomba composta da una unica camera con soffitto a doppio spiovente. Alla camera di accede da un dromos – un corridoio a cielo aperto – con gradino. Particolarmente interessante il soffitto decorato a scacchiera, le sei colonne rosse alle pareti e alcuni affreschi che raffigurano due leonesse, due suonatori di cetra e doppio flauto, una danzatrice e due danzatori, e alcuni personaggi raffigurati durante un banchetto.
  • dei Leopardi : è una tomba a camera, costituita da una piccola camera di forma rettangolare. Le pareti sono decorate con affreschi realizzati tra il 540 ed il 530 a.C. da un artista di probabile origine greca o orientale. I dipinti raffigurano scene di un rituale funebre con la porta degli inferi con ai lati due sacerdoti, sulla parete di destra si può scorgere un uomo con un abito rosso porpora che è rivolto verso la porta dell’Ade porgendo un gesto di saluto, ed è seguito da un servitore che gli porge una sella curule – un sedile piegevole con decorazioni in avorio, molto in uso nell’antica Roma -, ed una altro personaggio seduto a terra. Sempre sulla parete di destra si può ammirare un altro personaggio che impugna un bastone di forma ricurva, probabilmente un giudice, impegnato a seguire un incontro di lotta tra due uomini. Completa la scena un personaggio mascherato, un “phersu” molto diffuso nei dipinti di scene sportive e nei giochi funebri, che prende parte ad una sorta di gioco antesignano dei giochi gladiatori, tenendo al guinzagio una belva che azzanna un altro personaggio con la testa coperta da un cappuccio. Sulla parete opposta, un altro “phersu” è ritratto mentre dansa (o corre?) insieme ad altre due figure che verosimilmente possono essere identificate in un suonatore di aulòs e due pugili.
  • dei Tori : realizzata nel 530 a.C. circa, questa tomba è celebre per i suoi affreschi dallo stile identificabile nel medio e tardo arcaismo. La tomba è preceduta da un dromos che conduce ad un atrio che immette in due piccole camere separate. Sia i frontoni che le pareti sono state interamente decorate con ocra rossa, blu egiziano, malachite per il colore verde azzurro e il nero vegetale. Le decorazioni dei frontoni rappresentano animali (felini principalmente), mentre la parete che si trova infondo all’atrio mostra due tori – da qui il nome della tomba -, il toro di destra ha una testa umana e si tratta probabilmente di Acheloo, divinità della mitologia greca. Tra i due tori sono raffigurati due gruppi erotici, mentre un terzo toro si scorge sul frontone. Sull’architrave invece si trova un’iscrizione che celebra il proprietario della tomba, tale Arath Spuriana che, con molta probabilità era uno degli esponenti della famiglia degli Spurinna, una delle più importanti famiglie di Tarquinia.
  • della Caccia e della Pesca : questa tomba risale al 530 a.C., si trova a circsa 10 metri di profondità ed è una delle principali della necropoli di Tarquinia. Alla tomba si accede da un dromos con una scalinata interamente scavata nel tufo. La parte più interessante sono certamente i suoi affreschi, una barca con cinque personaggi a bordo, un timoniere e tre marinai ed un pescatore, da notare un occhio – classico elemento apotropaico della cultura etrusca -. Intorno alla barca delfini e uccelli, sulla riva un uomo molto più grande rispetto a quelli a bordo della barca colpisce gli uccelli utilizzando una fionda. C’è poi un altro cacciatore, che impugna sempre una fionda,ed un pescatore che getta il suo arpione sui pesci che nuotano tra le rocce.
  • degli Auguri : si tratta di una tomba a camera dipinta, risalente  al 540-530 a.C. E’ costituita da una sola piccola camera di forma rettangolare. L’elemento più interessante è sicuramente il ciclo pittorico delle pareti, raffigurante un rito funebre ed i giochi ad esso dedicati. Sulla parete in fondo si trova la porta degli inferi ai cui lati si ergono le figure di due sacerdoti. Sulla parete di destra si nota un personaggio che indossa un vestito color porpora – probabilmente un rappresentante del potere pubblico – rivolto verso la porta dell’Ade con un gesto di saluto, alle sua spalle un servitore che porta tra le braccia una Sella Curule – uno sgabello pieghevole decorato in avorio molto in voga nella Roma Antica – ed un altro personaggio seduto a terra. Sempre sulla parete di destra è dipinta una scena di lotta tra due atleti ed un “phersu”, probabilmente un giudice, che osserva il combattimento. La scena termina con un altro “phersu” che prende parte ad un gioco antesignano ai combattimenti gladiatori e tiene al guinzaglio una belva che azzanna un’altra figura umana in perizoma e con la testa coperta da un cappuccio. La parete di sinistra mostra un phersu mentre danza (o corre?) insieme ad un suonatore di Aulòs e due atleti.
  • dell’Orco : conosciuta anche con il nome di Tomba dei Murina, è un ipogeo etrusco realizzato nel IV secolo a.C. e scoperto nel 1868. Questa tomba apparteneva probabilmente ad un esponente della famiglia dei Murina, imparentati con la potente famiglia degli Spurinna. Di particolare interesse gli affreschi della tomba, tra i quali uno che ritrae Velia Velcha, una nobildonna etrusca.
  • dei Giocolieri : risalente al 510 a.C., questa tomba risale al periodo arcaico ed è composta da una unica camera funeraria.Molto interessanti gli affreschi, sul timpano si possono ammirare un leone ed una pantera. Sulla parete di fondo, la principale, una scena che raffigura una figura maschile – con molta probabilità il defunto -, alcuni giocolieri alla sua sinistra, ed alla dua destra un acrobata che lancia anelli verso un bersaglio posto sopra la testa di una donna, un suonatore di flauto, un uomo nudo e due bambini. La parete di destra invece raffigura quattro donne mentre danzano mentre la parete di sinistra mostra un suonatore di siringa – strumento etrusco a fiato -, un anziano con la barba ed un ragazzo.

NECROPOLI DI TARQUINIA

Via Ripagretta 01016 Tarquinia VT
Tel: (+39) 338 861 8856
Email: info@necropoliditarquinia.it

ORARI DI APERTURA

invernale : dalle 08.30 ad un’ora prima del tramonto
estivo : dalle 08.20 alle 19.39
giorno di chiusura : Lunedì
chiusure straordinarie : 25 Dicembre e 1° Gennaio

INGRESSI

biglietto intero € 6
biglietto ridotto € 3